0522.47.38.14 / 0522.90.20.73
02/10/2018
Microbioma orale ed emicrania, una connessione sorprendente
Uno studio ha mostrato per la prima volta una potenziale connessione tra i batteri presenti nella cavità orale e l'emicrania. Lo
ha condotto Antonio Gonzales della School of Medicine dell'Università della California di San Diego, che dice di aver
approfondito la questione dopo aver notato che alla moglie veniva il mal di testa ogni volta che mangiava hamburger o
salumi, alimenti ricchi di nitrati.
Fin qui, niente di nuovo, infatti era già stato osservato diverse volte che composti contenenti nitrati possono scatenare il mal
di testa. Spesso usati come additivi nelle carni processate, i nitrati sono presenti anche in certe verdure e in farmaci per le
malattie cardiovascolari e, in effetti, circa il 10% dei pazienti non tollerano queste terapie proprio per l'intensità del dolore al
capo che vi si associa. I mal di testa prodotti dai nitrati si manifestano tipicamente con due diverse modalità, o si innescano
immediatamente con intensità lieve o moderata, oppure dopo qualche ora e in questo caso sono molto più forti: in
quest'ultimo caso, l'intensità dei sintomi è dipendente dal dosaggio e ne sono più esposti i soggetti che hanno una storia
individuale o familiare di emicrania. La letteratura suggerisce che i mal di testa immediati e quelli ritardati siano scatenati da
due meccanismi differenti, ma entrambi connessi con la presenza di ossido nitrico, che peraltro è una molecola strategica
per i sistemi antiossidanti dell'organismo.
L'importanza dello studio di Gonzales sta nella scoperta del ruolo dei batteri orali: alcuni di questi sono in grado di
convertire i nitrati in nitriti, che a loro volta producono ossido nitrico con un effetto di vasodilatazione che, in soggetti
predisposti, si traduce in mal di testa.
I ricercatori californiani hanno analizzato il microbioma intestinale e quello orale dei pazienti che avevano manifestato
emicrania in seguito all'assunzione di nitrati, confrontandolo con quello dei partecipanti che non avevano questo sintomo. Il
confronto dei campioni fecali non ha evidenziato differenze particolari nella composizione dei microbiomi, mentre nei
campioni orali dei soggetti emicranici erano più presenti geni che codificano per nitrati, nitriti ed enzimi che favoriscono la
riduzione dell'ossido nitrico. Il risultato è in linea con l'affermarsi di due paradigmi resi sempre più evidenti dalle ricerche:
l'importanza del microbioma e la connessione delle condizioni del cavo orale con quelle sistemiche.
Adelmo Calatroni